L’OROLOGIO SUBACQUEO PER ECCELLENZA DECLINATO DALLE DUE CASE FONDATE DA HANS WILSDORF
Era il 1926 quando Hans Wilsdorf, dopo aver registrato nel 1908 il marchio Rolex, fonda Tudor con l’intento di proporre orologi di grande qualità ma ad un prezzo più accessibile.
Da quel momenti in poi, Tudor ha prodotto orologi dal design molto simile agli omologhi modelli Rolex, condividendo addirittura gran parte delle componenti ad eccezione di movimenti e quadranti.
Quando nel 1953 subentra nel mercato uno degli orologi più famosi della storia, il Rolex Submariner, il gruppo lavora anche alla produzione del medesimo modello con marchio Tudor.
L’anno successivo (1954) viene presentato il Tudor Prince Submariner con referenza 7922 che affiancherà le tre referenze già lanciate da Rolex dopo l’evoluzione del Turn-O-Graph.
Il segnatempo presentava un’unica differenza rispetto al fratello maggiore: era equipaggiato da un calibro di fornitura Fleurier 390.
Naturalmente il Tudor 7922, con un prezzo al pubblico inferiore rispetto alle referenze coronate, ebbe un grande successo a tal punto da essere scelto come strumento assegnato agli uomini della Marina francese.
I segnatempo utilizzati dalla Marine Nationale (con referenze 7922 e 7923) sono oggi oggetti dal grande fascino e del grande valore collezionistico ed economico.
Accanto alle referenze 6202, 6204, 6200 e 6205 lanciate da Rolex, in casa Tudor nello stesso periodo si affiancano, alla referenza 7922, le referenze 7923 e 7924.
Il Tudor 7923 viene equipaggiato con un calibro manuale, unico modello in assoluto ad utilizzare un calibro simile, l’affidabile ETA 1182.
Siamo nel 1955 e Rolex presenta la referenza 6536 con cassa che continua a non prevedere spallette di protezione alla corona e animata dal calibro di manifattura 1030.
A parità di condivisione delle componenti, la differenza tra i due orologi, in questo caso, è sostanziale: Rolex prosegue con la produzione di calibri automatici di manifattura (1030) per il Submariner mentre Tudor sceglie un calibro di fornitura su base ETA 1182 a carica manuale, un unicum nella storia di questo modello per entrambe le case.
Nel 1958 si apre l’epoca dei cosiddetti “big crown” con una sola referenza presentata da entrambe la maison: Rolex lancia sul mercato il famoso 6538 che verrà affiancato dal Tudor 7924.
Come nelle precedente versioni, ad una corrispondenza di componenti tra i due segnatempo corrisponde una differenza nel calibro oltre ai quadranti e di conseguenza anche una differenza di prezzo.
Nello stesso anno, Rolex affianca un’altra referenza con corona maggiorata (5510), introducendo il calibro 1530.
Per la referenza 7924, Tudor torna ad installare il calibro 390 automatico già utilizzato nella prima referenza (7922).
Nel 1959 Rolex e Tudor rinnovano la linea Submariner con casse maggiorate sia nel diametro che nello spessore, questo permise di poter testare e garantire i segnatempo resistenti fino a 200m di profondità sott’acqua.
Dai “big crown” si passa a modelli con le classiche spallette poste a protezione della corona. La forma delle stesse passerà dalla tipica silhouette appuntita ad una più squadrata.
Rolex proponeva inizialmente il calibro 1530 (con certificazione COSC) ma la produzione del 5512 si protrasse fino al 1978 e di conseguenza, nel corso del tempo, il calibro venne aggiornato prima con il 1560 e sul finire della produzione con il 1570.
La scelta di Tudor per il suo 7928 fu maggiormente conservativa e prosegui con l’utilizzo del calibro 390 come per tutta la serie con referenza 7900 e senza certificazione COSC.
Il resto delle componenti vennero condivise con il Submariner prodotto da Rolex, compresi i nuovi bracciali e i nuovi fondelli che equipaggeranno questo modello fino al 1969.
Per entrambi gli orologi vi fu un successo commerciale inaspettato, anche per le versioni con calibro sprovvisto di certificazione.
Accanto alla referenza 5512, Rolex affianca una versione senza certificazione COSC ma con le medesime caratteristiche tecniche.
Nel 1962 viene introdotta la referenza 5513 che resterà in produzione fino al 1989, riscontrando un enorme successo anche verso il pubblico generalista e non soltanto tra gli sportivi ed i professionisti del settore.
In questa decade, anche Tudor rinnova la linea Submariner con l’introduzione di elementi stilistici che renderanno questo modello particolarmente riconoscibile e che saranno poi firma del marchio anche nelle produzioni successive.
La produzione del periodo vide l’introduzione della referenza 1680 in casa Rolex: il primo Submariner della casa con datario ad ore 3.
Negli stessi anni, Tudor introduce due referenze tra il 1967 e il 1969 con il lancio del famoso modello “snowflake” con referenza 7016, affiancata dalla referenza 7020 provvista di datario ad ore 3 in linea con Rolex.
La casa coronata aggiorna la meccanica con il calibro 1575 con data e Tudor abbandona i calibri 390 per affidarsi a movimenti ETA, installando il 2483 per la referenza 7016 ed il 2484, con data, per il 7020.
In casa Tudor vengono introdotte le nuove sfere “snowflake” con indici delle ore di forma quadrata e rettangolare.
Le piccole caratterizzazioni introdotte da Tudor diedero inizio ad un processo di diversificazione evidente tra le due declinazioni del Submariner proposte dalle due maison.
Nel 1975 esce sul mercato il Tudor 9401, proposto in diverse versioni di
colore di lunetta e quadrante e di tipologia di sfere.
Il calibro di fornitura scelto fu il movimento automatico ETA 2776.
Nel 1979 è Rolex a presentare il nuovo 16800, aggiornamento del modello 1680, con vetro zaffiro e impermeabilità portata a 300m. Resta in produzione la versione no-data del Submariner con il 5513. Il calibro viene aggiornato con il nuovo 3035.
Nel corso degli anni, la collaborazione tra Tudor e la Marina francese prosegue anche con la referenza 9401 e terminerà pochi anni dopo. Il dualismo tra i due segnatempo volge al termine con la produzione delle ultime due referenze proposte da Tudor sul finire del secolo.
Negli stessi anni Rolex presenterà i nuovi Submariner con referenza a 5 cifre: la 16610 con data e la 14060 senza datario.
I due segnatempo segnano il successo commerciale della casa coronata e contribuiscono alla rinascita dell’orologeria meccanica.
Le referenze si arricchiscono con diverse varianti in materiale prezioso e con la possibilità di poter scegliere anche la colorazione blu sui Rolex in oro, colore che Tudor aveva già lanciato e che aveva elevato a tratto distintivo della propria produzione insieme alle sfere snowflake.
Nel 1989 esce sul mercato il Tudor 79090 con l’utilizzo del collaudato calibro ETA 2824-2 che caratterizzerà l’intera produzione della casa. Le componenti iniziano a presentare i loghi dello scudo, simbolo della robustezza che Tudor vuole proporre ai propri clienti ed i quadranti torneranno a richiami che omaggiano le prime produzioni del modello.
La produzione del Tudor Prince Submariner terminerà con l’uscita, nel 1995, dell’ultima referenza 79190 in versione con datario. Sarà caratterizzato dal vetro zaffiro, la lunetta in alluminio lucido incisa e loghi Tudor su tutte le componenti dell’orologio.
La produzione terminerà nel 1999, ponendo fine alla coesistenza dell’icona dell’orologeria subacquea declinata dalle due creazioni di Hans Wilsdorf.
di Marco Di Pasquo