Esiste un modo di intendere il tempo che non nasce nelle grandi fabbriche svizzere, ma prende forma nel silenzio di un laboratorio piemontese: tra calcoli astronomici, appunti a matita e il suono discreto delle lime. È qui che Marco Guarino, mente tecnica e sensibilità creativa, trasforma equazioni celesti in micromeccanica da polso. Nel suo laboratorio il tempo non è mai un'astrazione: è materia che resiste, che va capita, rispettata e solo alla fine messa in movimento.
Guarino non è semplicemente un orologiaio. È un artigiano nel senso più autentico del termine, capace di dimostrare come il tempo possa ancora essere progettato e scolpito a mano, con una precisione che non guarda all’immediato, ma a orizzonti che superano la vita stessa di chi lo costruisce. In un’epoca dominata dall’industrializzazione estrema, il suo lavoro riafferma il valore del pensiero lento, del calcolo consapevole e della meccanica come autentica espressione culturale.
Dalla tecnica alla micromeccanica
Il percorso di Marco Guarino è segnato da rigore e determinazione. Prima di dedicarsi completamente all’orologeria, ha maturato esperienza professionale come tecnico presso la sede RAI di Torino, un passaggio che ha contribuito a formare il suo approccio analitico e la sua attenzione per la precisione.
Successivamente, diplomato alla Scuola di Orologeria di Torino, Guarino ha scelto da subito una strada indipendente, lontana dalle logiche industriali e dalle semplificazioni produttive. Una libertà mentale che gli ha permesso di affrontare problematiche complesse, spesso considerate marginali o eccessive nell’orologeria contemporanea, ma centrali nella sua visione del tempo.
Nel 2024 arriva la candidatura ufficiale all’Académie Horlogère des Créateurs Indépendants (AHCI), un riconoscimento che colloca il suo lavoro nel contesto dell’orologeria indipendente internazionale. Un traguardo raggiunto dopo anni di ricerca personale e confronto culturale, alimentato anche dal dialogo con figure storiche del settore, come Vincent Calabrese, tra i primi a riconoscerne il valore concettuale dei suoi moduli astronomici.

Oltre il tempo: la luna come testamento meccanico
Il fulcro della produzione Marc & Darnò risiede nello studio delle complicazioni celesti. Se la maggior parte degli orologi di alta gamma con indicazione delle fasi lunari richiede una correzione ogni 122 anni, i calcoli matematici sviluppati da Marco Guarino portano questa precisione ben oltre i limiti tradizionali, fino a superare 300.000 anni.
Una precisione che supera l’utilità immediata per diventare dichiarazione di intenti. L’orologio smette di essere un semplice strumento di misurazione e si trasforma in un oggetto capace di attraversare le generazioni, mantenendo il ritmo del cosmo senza intervento umano. Ogni modulo è progettato e realizzato internamente, unendo la tradizione del calcolo astronomico alla chiarezza costruttiva della micromeccanica moderna.
Qui il tempo non è solo ciò che scorre. È ciò che rimane.
A seguito della conversazione pubblica “ Tempo & Misura” ( gennaio 2026), Marco Guarino ha approfondito alcuni aspetti tecnici del proprio lavoro, offrendo ulteriori dettagli su soluzioni meccaniche e scelte progettuali già accennate nell’articolo.
Nel corso della diretta, Guarino ha precisato che il suo sistema di equazione lunare non si basa sul mese sinodico medio delle fasi lunari, ma sul calcolo dello scarto astronomico reale. Il meccanismo impiega una camma dedicata che compie un ciclo completo ogni quattro anni, con una deviazione dichiarata di circa 30 minuti su base quadriennale.
E’ stato inoltre presentato un calendario lunisolare sviluppato per il mercato indiano, basato sulle 27 costellazioni. Il sistema prende avvio dall’equinozio di primavera e utilizza ruote assiali frizionate, permettendo la regolazione di tutte le funzioni direttamente dalla corona, senza interruzione nella marcia del movimento.

Guarino ha poi illustrato il nuovo calibro di manifattura Marc & Darnò, attualmente in sviluppo: un movimento a carica manuale con otto giorni di riserva di carica, ispirato nell’architettura al calibro Angelus 240. Il progetto prevede un bariletto singolo molto alto per ospitare una molla più potente e mantiene la racchetta di regolazione, privilegiando affidabilità e facilità di manutenzione nel tempo.

In merito all’Accademia degli Orologiai Indipendenti (AHCI), Guarino ha confermato la propria candidatura, precisando di aver richiesto il rinvio del voto per l’ammissione a Membro effettivo al 2027, con l’obiettivo di presentarsi con il calibro di manifattura completato e con un livello di finitura allineato ai più alti standard.
Infine, ha descritto il proprio metodo di costruzione delle ruote: ogni elemento viene lavorato singolarmente e dentato prima della realizzazione del foro centrale, cosi da evitare i microerrori tipici dei passaggi tradizionali e garantire la massima concentricità.
A completamento del percorso, segue un dialogo diretto con il maestro.
Dialogo con il maestro
Dopo aver ripercorso la genesi di Marc & Darnò, abbiamo rivolto alcune domande a Marco Guarino per approfondire la sua visione e il significato di un percorso che va oltre la costruzione di un orologio.
D: Maestro, nel suo percorso il rigore tecnico sembra sempre al servizio di una visione più ampia del tempo. Da dove nasce questo equilibrio?
R: Vado spesso a visitare il Museo Egizio di Torino e ogni volta rimango stupito dalla precisione con cui sono stati realizzati piccoli manufatti migliaia di anni fa. E’ vero, negli ultimi cento anni sono stati conservati dietro una teca, ma per gran parte della loro storia non è stato così. Questo, per me, significa che un oggetto ben progettato e costruito con materiali di qualità può attraversare il tempo e superare intere generazioni.
D: Che cosa ha provato quando una figura come Vincent Calabrese l’ha incoraggiata a presentare il proprio lavoro ai massimi livelli?
R: Il maestro Vincent Calabrese mi ha aiutato ad acquisire maggiore autostima e mi ha spinto a continuare a lavorare per migliorare e imparare. La sua filosofia è quella di cercare sempre di fare meglio, imparando dai propri errori e, vi assicuro, di errori se ne fanno tanti. La cosa più importante che mi ha trasmesso è di non mollare mai, perché il successo può essere dietro l’angolo. E per successo non intendo la notorietà, ma la soddisfazione di riuscire a realizzare un pezzo nel modo in cui lo si era immaginato. Mai arrendersi. Aggiungo che una persona altrettanto importante per me è il maestro Alessandro Rigotto. Senza il suo sostegno e il suo aiuto sarei ancora molto indietro nel mio lavoro. Sono entrambi persone speciali, alla quale devo molto.
D: Perché oggi un orologiaio sente il bisogno di confrontarsi con un tempo che nessuno potrà mai verificare personalmente?
R: Il nostro tempo è uno standard di riferimento, ma nell’universo il tempo non scorre allo stesso modo ovunque. Basta pensare a ciò che accadrebbe nelle vicinanze di un buco nero, dove la percezione del tempo e la posizione apparente delle stelle e delle galassie cambierebbero davanti ai nostri occhi. Per questo mi affascina misurare e riprodurre i moti celesti così come vengono osservati dalla terra, attraverso meccanismi come l’equazione lunare, l’equazione solare e altri moduli astronomici. Personalmente mi interessa meno sapere se un calibro scarta un microsecondo o dieci secondi al giorno, perché quella differenza può sempre essere corretta. Ciò che mi appassiona davvero è riuscire a rappresentare con precisione i fenomeni astronomici attraverso la meccanica.
D: Nel contesto del Master of Horology, che tipo di dialogo si crea tra orologiai indipendenti? E quanto questo confronto incide sul suo approccio creativo?
R: Nei confronti che ho avuto, il dialogo si è concentrato sopratutto su costruzione, meccanica e trattamenti. E’ stato molto costruttivo, anche perché nel lavoro quotidiano non ho spesso occasioni di confronto diretto. Sulle finiture si apre invece un mondo a parte: è a tutti gli effetti un altro mestiere. Nel 90% dei casi ci sono figure dedicate esclusivamente a questo ambito e, quando si vuole alzare il livello, è necessario affidarsi anche a competenze esterne. Nel mio caso, è una scelta che diventerà necessaria.
Marco Guarino rappresenta una sintesi rara tra l’artigiano tradizionale e l’ingegnere contemporaneo, all’interno di una struttura che valorizza l’amicizia, il rigore e il lavoro fatto bene. La sua storia dimostra come l’orologeria italiana sia ancora capace di dialogare con il cosmo, senza complessi e senza scorciatoie.
Un orologio Marc & Darnò non nasce per misurare il tempo nel presente, ma per confrontarsi con ciò che viene dopo. E’ meccanica pensata per attraversare le generazioni, non per inseguire il momento.
Antonio Cabigiosu
Curatore Editoriale
Extratimewatch Magazine