Zehua Tan: l'espressione dell'orologeria indipendente oltre i confini

Zehua Tan: l'espressione dell'orologeria indipendente oltre i confini



L’orologeria indipendente contemporanea è sempre più internazionale e svincolata da confini geografici definiti, esprimendosi attraverso percorsi personali che uniscono tradizione, esperienza e ricerca tecnica. In questo contesto si inserisce il percorso di Zehua Tan, membro della Acadèmie Horlogère des Crèateurs Indèpendants, la cui carriera rappresenta un esempio significativo di evoluzione dall’ artigianato tradizionale alla creazione indipendente.



Le radici e la formazione


Cresciuto in Cina, in un contesto in cui l’orologeria rappresentava una tradizione familiare, Zehua Tan ha iniziato il suo percorso fin da giovanissimo, apprendendo il mestiere sotto la guida del padre, orologiaio locale. Questa formazione iniziale, radicata nella pratica e nell’esperienza diretta, ha posto le basi di una conoscenza profonda della meccanica dell’orologio, ulteriormente consolidata negli anni successivi attraverso il lavoro in ambito produttivo.

Dalla restaurazione alla creazione


Con oltre cinquant’anni di esperienza nel settore, Zehua Tan ha dedicato gran parte della sua carriera allo studio e alla riparazione di orologi antichi, sviluppando una conoscenza approfondita delle tecniche tradizionali. Questo lungo percorso, caratterizzato da un costante confronto con la storia dell’orologeria, ha progressivamente condotto a una svolta significativa: il passaggio dalla restaurazione alla creazione, segnando l’inizio di una nuova fase orientata alla progettazione di soluzioni originali.


Ricerca tecnica e innovazione


Nel corso della sua attività più recente, Zehua Tan ha orientato il proprio lavoro verso la progettazione e lo sviluppo di movimenti originali, espressione diretta della sua visione tecnica. Tra gli aspetti più significativi della sua ricerca vi è lo studio di nuovi sistemi di scappamento, tra cui un innovativo scappamento biassiale, oggetto di richiesta di brevetto. Questo approccio riflette una costante tensione verso il miglioramento delle prestazioni e una volontà concreta di contribuire all’evoluzione dell’orologeria indipendente.

Una visione internazionale dell’orologeria


Il percorso di Zehua Tan si inserisce in una realtà dell’orologeria indipendente sempre più aperta e internazionale, in cui esperienze e culture diverse contribuiscono a ridefinire i confini tradizionali del settore. In questo contesto, la sua presenza all’interno dell’AHCI rappresenta non solo un riconoscimento del suo lavoro, ma anche la testimonianza di un’evoluzione più ampia, in cui l’orologeria si afferma come linguaggio universale, capace di superare ogni barriera geografica.


Abbiamo avuto il piacere di rivolgere alcune domande al maestro, che ci ha raccontato il suo percorso, la sua visione e il suo approccio all’orologeria indipendente.


D: In che modo la sua formazione iniziale, sotto la guida di suo padre, ha influenzato il suo approccio attuale all’orologeria indipendente?


R: Ho iniziato il mio apprendistato con mio padre nel 1966 e quest’anno segna sessant’anni nel settore dell’orologeria. Durante quegli anni formativi, l’influenza più significativa è stata l’arte della realizzazione manuale dei componenti degli orologi. Mio padre era uno dei migliori orologiai della nostra regione, particolarmente rinomato per la sua capacità di fabbricare componenti interamente a mano. Possedeva un’abilità eccezionale: con poche lime era in grado di realizzare a mano un’intera forchetta di scappamento, perfettamente funzionante all’interno di uno scappamento in funzione. Questa è un arte che ho ereditato. Dopo diversi anni di formazione intensiva, ho imparato a produrre anche molti altri componenti presenti in un orologio. Questa maestria nella lavorazione manuale ha avuto un impatto duraturo e significativo sul mio lavoro come orologiaio. Altrettanto importante è stata l’esperienza maturata, durante il mio apprendistato, nella riparazione di orologi e pendole antiche. Questo mi ha permesso di entrare in contatto con molti orologi da tasca di alta qualità, e gran parte della mia attuale filosofia progettuale trae ispirazione da questi straordinari segnatempo storici.


D: Dopo molti anni dedicati alla riparazione e allo studio di orologi antichi, cosa l’ha spinta a intraprendere il percorso della creazione indipendente?


R: Ho trascorso quarant’anni a riparare orologi e pendole, e negli ultimi vent’anni, mi sono dedicato completamente all’orologeria indipendente. Detto ciò, non c’è mai stata una linea di demarcazione netta tra le due attività. Durante quei quattro decenni di lavoro nella riparazione, ho progressivamente accumulato le basi tecniche necessarie per realizzare i miei orologi. Quando ho sentito che era il momento giusto, ho preso una decisione netta: ho rinunciato ai ritorni economici relativamente rapidi del lavoro di riparazione e mi sono dedicato completamente all’orologeria. Per oltre un decennio, mi sono dedicato alla ricerca e sviluppo, investendo tutto, senza cercare un ritorno immediato. Ciò che mi ha permesso di perseverare in quel periodo è stato, molto semplicemente, la mia passione per l’orologeria e una profonda convinzione. Oggi, mentre il mio lavoro ha iniziato a prendere forma ed entrare nel mercato, e mentre ottiene riconoscimento tra i collezionisti, sento che quegli anni di perseveranza hanno finalmente iniziato a dare i loro frutti.


D: Nel suo lavoro, quanto è importante trovare un equilibrio tra innovazione tecnica e rispetto della tradizione?


R: Personalmente, credo che nell’orologeria sia fondamentale combinare in modo organico l’innovazione tecnologica con il rispetto per la tradizione. Trascurare l’una o l’altra sarebbe un errore. Se ci si affida unicamente all’alta tecnologia e alla lavorazione CNC (a controllo numerico), un orologio rischia di diventare nulla di più che una macchina di precisione priva di anima, senza calore e carattere umano. Al contrario, se si rifiuta completamente la tecnologia moderna e ci si affida unicamente al lavoro manuale, non è possibile raggiungere i più alti livelli di precisione richiesti dall’alta orologeria; la lavorazione CNC offre, sotto questo aspetto, una precisione di gran lunga superiore. Personalmente, il mio approccio è incentrato sul lavoro manuale, pur senza rifiutare la tecnologia moderna. I miei orologi seguono le tradizioni classiche della finitura e della decorazione; in questo senso, il mio lavoro è un omaggio alle grandi tradizioni dell’orologeria. A dire il vero, i miei pezzi presentano una maggiore componente di lavoro manuale, soprattutto nelle finiture. Questo anche perché la lavorazione CNC non è il mio punto di forza: non sono più giovane e la mia conoscenza di queste tecnologie non può competere con quella degli orologiai più giovani. Allo stesso tempo, le tecniche di finitura tradizionali sono state le competenze fondamentali che ho acquisito durante il mio apprendistato, e mi risultano ancora naturali e intuitive.


D: Il suo lavoro sui sistemi di scappamento rappresenta un aspetto particolarmente interessante: qual è stata la sfida principale nello sviluppo del suo scappamento biassiale?


R: Ho sviluppato lo scappamento a doppio asse nel 2016, ed è stato uno dei risultati chiave che mi hanno qualificato per l’ammissione all’AHCI. Ho realizzato sia un prototipo funzionante dello scappamento sia un orologio interamente realizzato a mano che lo incorporava. Negli anni successivi, tuttavia, sono stato impegnato in diversi progetti di ricerca e sviluppo molto impegnativi, oltre alla necessità di portare sul mercato altri orologi commercialmente sostenibili. Di conseguenza, non ho ancora potuto dedicare tempo sufficiente all’ulteriore ottimizzazione e promozione dello scappamento a doppio asse. Attualmente non ho in programma di standardizzarlo per una produzione in serie, né di concedere in licenza il brevetto ad altri produttori di orologi. Tuttavia, ritengo che tra circa due anni tornerò a concentrarmi sul perfezionamento e sullo sviluppo dello scappamento a doppio asse, con l’obiettivo di portare sul mercato orologi dotati di questo sistema.


D: Cosa ritiene renda un suo orologio immediatamente riconoscibile rispetto ad altre espressioni dell’orologeria indipendente?


R: Nei miei primi anni, mi guadagnavo da vivere riparando orologi antichi, e ne sono stato profondamente influenzato. Questo percorso mi ha portato ad attribuire grande importanza allo sviluppo del movimento di base. Soprattutto, nutro una profonda ammirazione per gli stili di finitura degli orologi antichi di alta gamma, in particolare per i movimenti di orologi da tasca provenienti dalla Vallée de Joux, nel Giura svizzero. Più di un secolo fa, gli orologiai del Giura, in particolare nella Vallée de Joux, erano in grado di trasformare metalli comuni attraverso la finitura, rendendoli lisci come la giada e brillanti come diamanti, con una bellezza quasi onirica. Nutro la più alta stima per questa maestria, ed è la direzione che continuo a perseguire. Gli orologi che realizzo sono concepiti come un omaggio a queste tradizioni classiche, con una forte enfasi su una finitura raffinata. Ancora oggi, continuo a impegnarmi per esplorare e sviluppare ulteriormente le tecniche di finitura.


D: Oggi l’orologeria indipendente è sempre più internazionale: quale ruolo crede possano avere realtà come quella cinese nello sviluppo futuro del settore?


R: Attualmente, l’orologeria indipendente è come una stella nascente, che sta entrando in una fase iniziale di sviluppo fiorente. In tutto il mondo, ci sono molti orologiai indipendenti straordinari, sia maestri affermati sia una nuova generazione di giovani talenti, che contribuiscono a creare un panorama ricco e diversificato. La Cina è una grande potenza manifatturiera nella produzione di orologi, rappresentando una quota significativa della produzione globale. Tuttavia, non è ancora una forza dominante nell’orologeria di alta gamma e i marchi cinesi di orologi di lusso non hanno ancora conquistato una posizione solida nel segmento più alto del settore. A mio avviso, ci sono due ragioni principali per questo: in primo luogo, una relativa mancanza di patrimonio culturale e di solide basi legate all’orologeria di lusso di altissimo livello; in secondo luogo, esiste ancora un certo divario tra la Cina e la Svizzera nello sviluppo dei movimenti di alta gamma. Detto ciò, in Cina è già emerso un gruppo di orologiai indipendenti altamente capaci, che hanno ottenuto progressi notevoli nella ricerca e nello sviluppo dei movimenti. La comunità degli orologiai indipendenti cinesi è sia laboriosa sia altamente ingegnosa e sta iniziando a compiere progressi significativi nello sviluppo dei movimenti di alta gamma. Credo che, in un futuro non troppo lontano, quando si parlerà dei migliori movimenti per orologi al mondo, si citeranno non solo la Svizzera e la Germania, ma anche la Cina.


In un’epoca in cui l’orologeria indipendente si afferma sempre più come linguaggio globale, il percorso di Zehua Tan dimostra come tradizione, esperienza e innovazione possano convivere in equilibrio. Un equilibrio che richiama una visione del tempo come armonia, oltre la sola misurazione, contribuendo così a ridefinire i confini stessi del settore.


English Version


Contemporary independent watchmaking is increasingly international and detached from defined geographical boundaries, expressing itself through personal paths that combine tradition, experience, and technical research. In this context, the path of Zehua Tan, a member of the Acadèmie Horlogère des Crèateurs Indèpendants, whose career represents a significant example of evolution from traditional craftsmanship to independent creation.


Background and training


Raised in China, in a context in which watchmaking represented a family tradition, Zehua Tan began his path from a very young age, learning the craft under the guidance of his father, a local watchmaker. This initial training, rooted in practice and direct experience, laid the foundations for a deep knowledge of watch mechanics, further consolidated in the following years through work in the production field.


From restoration to creation


With over fifty years of experience in the field, Zehua Tan has dedicated a large part of his career to the study and repair of antique watches, developing a deep knowledge of traditional techniques. This long path, characterized by a constant engagement with the history of watchmaking, has progressively led to a significant shift: the transition from restoration to creation, marking the beginning of a new phase oriented towards the design of original solutions.


Technical research and innovation


During his more recent activity, Zehua Tan has oriented his work towards the design and development of original movements, a direct expression of his technical vision. Among the most significant aspects of his research, there is the study of new escapement systems, including an innovative bi-axial escapement, the subject of a patent application. This approach reflects a constant drive towards the improvement of performance and a concrete willingness to contribute to the evolution of independent watchmaking.


An international vision of watchmaking


The path of Zehua Tan is part of an increasingly open and international reality .of independent watchmaking, in which different experiences and cultures contribute to redefining the traditional boundaries of the sector. In this context, his presence within the AHCI represents not only a recognition of his work, but also the expression of a broader evolution, in which watchmaking establishes itself as a universal language, capable of overcoming any geographical barrier.


We had the pleasure of asking him a few questions, and he shared with us his journey, his vision, and his approach to independent watchmaking.


Q: How did your early training under your father’s guidance influence your current approach to independent watchmaking?


A: I began my apprenticeship under my father in 1966, and this year marks a full sixty years in horology. During those formative years, the most profound influence on me was the craft of hand-making watch components. My father was one of the finest watch repair craftsmen in our region, particularly renowned for his ability to fabricate components entirely by hand. He possessed an exceptional skill: using nothing more than a few files, he could shape a complete pallet fork by hand, and have it function perfectly within a working escapement. This is a craft I have inherited. Through several years of intensive training, I also learned to produce many other components found within a watch. This mastery of hand-fabrication has had a lasting and significant impact on my work as a

watchmaker. Equally important was my exposure, during my apprenticeship, to the repair of antique clocks and watches. Through this, I encountered many fine antique pocket watches, and much of my current design philosophy draws inspiration from these high-grade historical

timepieces.


Q: After many years spent restoring and studying antique timepieces, what led you to pursue independent watchmaking?


A: I spent forty years repairing clocks and watches, and for the past twenty years I have been fully dedicated to independent watchmaking. That said, there was never a strict dividing line between the two. During those four decades of restoration work, I was gradually accumulating the technical foundations necessary for making watches of my own. When I felt the time was right, I made a decisive choice: I gave up the relatively quick financial returns of repair work and committed myself entirely to watchmaking. For more than a decade, I devoted myself to research and development, I invest everything, without seeking immediate return. What enabled me to persevere during that period was, quite simply, my passion for horology and a deep sense of conviction. Today, as my work has begun to take shape and enter the market, and as it gains recognition among collectors, I feel that those years of persistence have finally begun to bear fruit.


Q: In your work, how important is it to strike a balance between technical innovation and respect for tradition?


A: In my view, within the field of watchmaking, technical innovation and respect for tradition must be organically combined. To neglect either side would be a mistake. If one relies solely on high technology and computer-controlled manufacturing, a watch risks becoming nothing more than a precise but soulless machine, lacking warmth and human character. Conversely, if one rejects modern technology entirely and depends only on handcraft, it is impossible to achieve the highest levels of precision expected in fine watchmaking, CNC manufacturing far surpasses manual work in this regard. Personally, my approach is centred on handcraft, though I do not reject modern technology. My watches follow the classical traditions of finishing and decoration; in this sense, my work is a tribute to the great traditions of horology. To speak candidly, my pieces contain a greater proportion of handwork, particularly in the finishing. This is partly because CNC machining is not my strongest area, I am no longer young, and my knowledge of such technologies cannot match that of younger watchmakers. At the same time, traditional finishing techniques were the core skills I acquired during my apprenticeship, and they remain both natural and intuitive to me today.


Q: Your work on escapement systems is particularly interesting. What was the main challenge in developing your bi-axial escapement?


A: I developed the bi-axial escapement in 2016, and it was one of the key achievements that qualified me for consideration by the AHCI. At the time, I produced both a working prototype model of the escapement and a fully hand-made watch incorporating it. In the years that followed, however, I became occupied with a number of other demanding research and development projects, as well as the need to bring commercially viable watches to market. As a result, I have not yet been able to devote sufficient time to the further optimisation and promotion of the bi-axial escapement.

At present, I have no immediate plans to standardise it for series production, nor to license the patent to other manufacturers. That said, I anticipate that after 2 years I will refocus my efforts on refining and advancing the bi-axial escapement, with the aim of bringing watches

equipped with this system to market.


Q: What do you believe makes your watches immediately recognizable compared to other expressions of independent watchmaking?


A: In my early years, I made my living repairing antique clocks and watches, and I was profoundly influenced by them. This background led me to place great emphasis on the development of the base movement. Above all, I have a deep admiration for the finishing styles found in high-grade antique timepieces, particularly those pocket watch movements from the Swiss Jura Mountains. More than a century ago, watchmakers working in the Jura, especially within the Vallée de Joux, were able to transform ordinary metals through finishing, rendering them as smooth as jade and as brilliant as diamonds, with an almost dreamlike beauty. I hold this craftsmanship in the highest regard, and it remains the direction I continue to pursue. The watches I create are conceived as a tribute to these classical traditions, with a strong emphasis on refined finishing. Even today, I am continually striving to explore and further develop finishing techniques.


Q: Today, independent watchmaking is increasingly international. What role do you think countries like China can play in the future development of the industry?

 

A: Today, independent watchmaking is like a rising star, entering an early stage of flourishing development. Around the world, there are many outstanding independent watchmakers, both established masters of the craft and a new generation of younger talents, creating a landscape that is rich and diverse. China is a major manufacturing power in watch production, accounting for a significant proportion of global output. However, it is not yet a leading force in high-end watchmaking, and Chinese luxury watch brands have not yet secured a firm place within the upper tier of the industry. There are, in my view, two principal reasons for this. Firstly, there is a relative lack of cultural heritage and foundation associated with top-level horological luxury. Secondly, there remains a certain gap between China and Switzerland in terms of high-end movement development. That said, a number of highly capable independent watchmakers have already emerged in China, achieving notable progress in movement research and development. The community of Chinese independent watchmakers is both diligent and highly resourceful, and we are beginning to make meaningful advances in the development of high-end movements. I believe that in the not-too-distant future, when people speak of the finest watch movements in the world, they will name not only Switzerland and Germany, but China as well.

In an era in which independent watchmaking is increasingly establishing itself as a global language, the journey of Zehua Tan demonstrates how tradition, experience, and innovation can coexist in harmony. A harmony that reflects a vision of time beyond mere measurement, thus contributing to redefining the very boundaries of the field.


 

Antonio Cabigiosu

Curatore Editoriale

Extratimewtch Magazine

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